<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom"><title>Giulio Fidente - politics</title><link href="http://gfidente.com/" rel="alternate"></link><link href="http://gfidente.com/feeds/category/politics.atom.xml" rel="self"></link><id>http://gfidente.com/</id><updated>2012-04-02T00:00:00+02:00</updated><entry><title>Free is too expensive, says The Economist</title><link href="http://gfidente.com/2012/04/free-is-too-expensive-says-the-economist.html" rel="alternate"></link><published>2012-04-02T00:00:00+02:00</published><updated>2012-04-02T00:00:00+02:00</updated><author><name>Giulio Fidente</name></author><id>tag:gfidente.com,2012-04-02:/2012/04/free-is-too-expensive-says-the-economist.html</id><summary type="html">&lt;p&gt;The Economist on the Desktop Linux: &lt;a class="reference external" href="http://www.economist.com/blogs/babbage/2012/03/desktop-linux"&gt;Free is too expensive&lt;/a&gt;. An interesting reading.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
To succeed on the desktop, Linux needs to penetrate the office. Unfortunately, there is no such thing as a single Linux to go up against Windows 7. What there is instead is a fragmented field of hundreds of different Linuxes, each with its own learning curve, skill set and maintenance needs. Even the top five distributions (Linux Mint, Ubuntu, Fedora, openSuSE and …&lt;/blockquote&gt;</summary><content type="html">&lt;p&gt;The Economist on the Desktop Linux: &lt;a class="reference external" href="http://www.economist.com/blogs/babbage/2012/03/desktop-linux"&gt;Free is too expensive&lt;/a&gt;. An interesting reading.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
To succeed on the desktop, Linux needs to penetrate the office. Unfortunately, there is no such thing as a single Linux to go up against Windows 7. What there is instead is a fragmented field of hundreds of different Linuxes, each with its own learning curve, skill set and maintenance needs. Even the top five distributions (Linux Mint, Ubuntu, Fedora, openSuSE and Debian) cannot offer a big enough user base to attract adequate support. That is what is wrong with desktop Linux. Hobbyists and enthusiasts may be willing to invest their own time and effort to keep a desktop Linux running. But the corporate world cannot afford such luxuries. In business, the biggest single computing cost is not software licenses, but the salaries of the support staff. And as far as licensing fees are concerned, the biggest single cost by far is not for operating systems but for enterprise applications.&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;I'm not sure the community around fedora or ubuntu (etc.) is willing to provide support; they surely can't make up the level of support needed by enterprises so I wouldn't blame much the size of the user base.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Desktop Linux, IMHO, should just get easier for desktop users. OSX for example is &lt;strong&gt;just&lt;/strong&gt; simpler.&lt;/p&gt;
</content><category term="politics"></category><category term="linux"></category><category term="desktop linux"></category><category term="economist"></category></entry><entry><title>Stallman su Steve Jobs</title><link href="http://gfidente.com/2011/10/stallman-su-steve-jobs.html" rel="alternate"></link><published>2011-10-07T00:00:00+02:00</published><updated>2011-10-07T00:00:00+02:00</updated><author><name>Giulio Fidente</name></author><id>tag:gfidente.com,2011-10-07:/2011/10/stallman-su-steve-jobs.html</id><summary type="html">&lt;p&gt;Nel caso in cui vi siate imbattuti in &lt;a class="reference external" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/07/news/stallman_jobs-22869523/"&gt;questo pessimo articolo di repubblica.it&lt;/a&gt;, dove si parla di Stallman e di cio' che avrebbe commentato al riguardo della morte di Steve Jobs, ebbene io vorrei dirvi allora che &lt;a class="reference external" href="http://www.stallman.org/archives/2011-jul-oct.html#06_October_2011_%28Steve_Jobs%29"&gt;quel che ha commentato Stallman&lt;/a&gt; e' un po' diverso da quanto e' stato scritto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In particolare, la frase che compare nel titolo dell'articolo e' questa:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
Contento che se ne sia andato&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Ecco invece cosa ha detto Stallman …&lt;/p&gt;</summary><content type="html">&lt;p&gt;Nel caso in cui vi siate imbattuti in &lt;a class="reference external" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/07/news/stallman_jobs-22869523/"&gt;questo pessimo articolo di repubblica.it&lt;/a&gt;, dove si parla di Stallman e di cio' che avrebbe commentato al riguardo della morte di Steve Jobs, ebbene io vorrei dirvi allora che &lt;a class="reference external" href="http://www.stallman.org/archives/2011-jul-oct.html#06_October_2011_%28Steve_Jobs%29"&gt;quel che ha commentato Stallman&lt;/a&gt; e' un po' diverso da quanto e' stato scritto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In particolare, la frase che compare nel titolo dell'articolo e' questa:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
Contento che se ne sia andato&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Ecco invece cosa ha detto Stallman:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
I'm not glad he's dead, but I'm glad he's gone. Nobody deserves to have to die - not Jobs, not Mr. Bill, not even people guilty of bigger evils than theirs. But we all deserve the end of Jobs' malign influence on people's computing. Unfortunately, that influence continues despite his absence. We can only hope his successors, as they attempt to carry on his legacy, will be less effective.&lt;/blockquote&gt;
</content><category term="politics"></category><category term="stallman"></category><category term="steve jobs"></category></entry><entry><title>Wojtyla beatificato (!?)</title><link href="http://gfidente.com/2011/05/wojtyla-beatificato.html" rel="alternate"></link><published>2011-05-01T00:00:00+02:00</published><updated>2011-05-01T00:00:00+02:00</updated><author><name>Giulio Fidente</name></author><id>tag:gfidente.com,2011-05-01:/2011/05/wojtyla-beatificato.html</id><summary type="html">&lt;p&gt;Wojtyla, beatificato prima di Maria Teresa di Calcutta, ha dato copertura al dittatore Augusto Pinochet, cui ha stretto la mano durante il viaggio nel martoriato paese sudamericano, nelle cui carceri venivano straziati migliaia di oppositori politici; sostenne e giustifico' le guerre che hanno insanguinato la ex Jugoslavia; ha fatto santo Stepinac, il cardinale che a fianco dei fascisti croati si schiero' con Hitler, &amp;quot;inviato da Dio&amp;quot; e benedisse le innumerevoli atrocita' perpetrate dagli ustascia con …&lt;/p&gt;</summary><content type="html">&lt;p&gt;Wojtyla, beatificato prima di Maria Teresa di Calcutta, ha dato copertura al dittatore Augusto Pinochet, cui ha stretto la mano durante il viaggio nel martoriato paese sudamericano, nelle cui carceri venivano straziati migliaia di oppositori politici; sostenne e giustifico' le guerre che hanno insanguinato la ex Jugoslavia; ha fatto santo Stepinac, il cardinale che a fianco dei fascisti croati si schiero' con Hitler, &amp;quot;inviato da Dio&amp;quot; e benedisse le innumerevoli atrocita' perpetrate dagli ustascia con la complicita' delle truppe di occupazione italiane; ha protetto e sostenuto il cardinale Pio Laghi, gia' nunzio apostolico in Argentina ai tempi della dittatura che massacro' 30.000 persone. Laghi benedisse e copri' i torturatori e gli assassini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non solo &lt;a class="reference external" href="http://www.cristianesimo.it/controkarol.htm"&gt;http://www.cristianesimo.it/controkarol.htm&lt;/a&gt; , &lt;a class="reference external" href="http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/wojtyla-segreto.php"&gt;http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/wojtyla-segreto.php&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non facciamoci ingannare, oggi, 1 maggio, e' la festa dei lavoratori&lt;/p&gt;
</content><category term="politics"></category><category term="primo maggio"></category><category term="wojtyla"></category></entry><entry><title>Discorso agli Ateniesi, 461 aC</title><link href="http://gfidente.com/2010/11/discorso-agli-ateniesi-461-ac.html" rel="alternate"></link><published>2010-11-18T00:00:00+01:00</published><updated>2010-11-18T00:00:00+01:00</updated><author><name>Giulio Fidente</name></author><id>tag:gfidente.com,2010-11-18:/2010/11/discorso-agli-ateniesi-461-ac.html</id><summary type="html">&lt;p&gt;Qui ad Atene noi facciamo cosi'.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui ad Atene noi facciamo cosi'.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una …&lt;/p&gt;</summary><content type="html">&lt;p&gt;Qui ad Atene noi facciamo cosi'.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui ad Atene noi facciamo cosi'.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la poverta' non costituisce un impedimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui ad Atene noi facciamo cosi'.
La liberta' di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui ad Atene noi facciamo cosi'.
Ci e' stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci e' stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci e' stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell'universale sentimento di cio' che e' giusto e di cio' che e' buon senso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui ad Atene noi facciamo cosi'.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benche' in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicita' sia il frutto della liberta', ma la liberta' sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene e' la scuola dell'Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in se' una felice versalita', la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed e' per questo che la nostra citta' e' aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui ad Atene noi facciamo cosi'.&lt;/p&gt;
</content><category term="politics"></category><category term="atene"></category><category term="pericle"></category></entry><entry><title>Plutonomy</title><link href="http://gfidente.com/2010/04/plutonomy.html" rel="alternate"></link><published>2010-04-20T00:00:00+02:00</published><updated>2010-04-20T00:00:00+02:00</updated><author><name>Giulio Fidente</name></author><id>tag:gfidente.com,2010-04-20:/2010/04/plutonomy.html</id><summary type="html">&lt;dl class="docutils"&gt;
&lt;dt&gt;Plutonomy&lt;/dt&gt;
&lt;dd&gt;An economy that is significantly influenced by the very wealthy. A buzz word initially coined by analysts at Citigroup in 2005 to describe the incredible growth of the U.S. economy during that period despite increasing interest rates, commodity prices and an inflated national debt. Citigroup analysts argued that as such an economy continues to grow in the face of contradictory elements, the more important the society's ultra rich become to maintaining such growth …&lt;/dd&gt;&lt;/dl&gt;</summary><content type="html">&lt;dl class="docutils"&gt;
&lt;dt&gt;Plutonomy&lt;/dt&gt;
&lt;dd&gt;An economy that is significantly influenced by the very wealthy. A buzz word initially coined by analysts at Citigroup in 2005 to describe the incredible growth of the U.S. economy during that period despite increasing interest rates, commodity prices and an inflated national debt. Citigroup analysts argued that as such an economy continues to grow in the face of contradictory elements, the more important the society's ultra rich become to maintaining such growth. The analysts also believed that in addition to the U.S., Canada, Great Britain and China are also becoming plutonomies.&lt;/dd&gt;
&lt;dt&gt;Backlash&lt;/dt&gt;
&lt;dd&gt;An antagonistic reaction to a trend, development, or event.&lt;/dd&gt;
&lt;/dl&gt;
&lt;p&gt;Citigroup, &lt;a class="reference external" href="http://docs.google.com/fileview?id=0B_X5-DCw4b_zY2ZmNTEwNmMtNTMyNS00Yzc5LWI3MzktZDRiZDExMjc3YjVk"&gt;in un documento del 2005&lt;/a&gt;, inventa il termine plutonomy e ne studia i backlash. Da pagina 25 cerca di identificare quali fenomeni possono mettere in crisi il sistema e ne denuncia qualcuno. Uno di questi e' la riposta politica ai fenomeni di outsourcing e di insourcing applicati in modo massivo.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
Low-end developed market labor might not have much economic power, but it does have equal voting power with the rich. We see plenty of examples of the outsourcing or offshoring of labor being attacked as &amp;quot;unpatriotic&amp;quot; or plain unfair. This tends to lead to calls for protectionism to save the low-skilled domestic jobs being lost. This is a cause championed, generally, by left-wing politicians. At the other extreme, insourcing, or allowing mass immigration, which might price domestic workers out of jobs, leads to calls for anti-immigration policies, at worst championed by those on the far right.&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;L'outsourcing, giudicato poco patriottico o sleale, demanda alla politica un protezionismo che generalmente viene appoggiato dalle sinisitre; al contrario l'insourcing, che viene visto come una causa della perdita del posto di lavoro, demanda alla politica regole di anti-immigrazione generalmente appoggiate dalle destre. Il report si spinge oltre anzi, a dire il vero, quello che c'e' scritto dopo e' ancora piu' interessante perche' delinea un secondo &amp;quot;pericolo&amp;quot; per il sistema che non ha a che fare direttamente con la politica locale.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
To use Rawls-ian analysis, the invisible hand stops working. Perhaps one reason that societies allow plutonomy, is because enough of the electorate believe they have a chance of becoming a Pluto-participant. Why kill it off, if you can join it? In a sense this is the embodiment of the &amp;quot;American dream&amp;quot;. But if voters feel they cannot participate, they are more likely to divide up the wealth pie, rather than aspire to being truly rich. Could the plutonomies die because the dream is dead, because enough of society does not believe they can participate? The answer is of course yes. But we suspect this is a threat more clearly felt during recessions, and periods of falling wealth, than when average citizens feel that they are better off. There are signs around the world that society is unhappy with plutonomy - judging by how tight electoral races are. But as yet, there seems little political fight being born out on this battleground. Our overall conclusion is that a backlash against plutonomy is probable at some point. However, that point is not now. So long as economies continue to grow, and enough of the electorates feel that they are benefiting and getting rich in absolute terms, even if they are less well off in relative terms, there is little threat to Plutonomy in the U.S., UK, etc.&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Dunque, secondo citigroup, la plutonomia resistera' fino a quanto gli aventi diritto al voto saranno convinti di avere un ruolo nel sistema tale da consentirgli di rientrare nella fascia piu' alta del benessere ed indica anche un modo semplice con cui questo e' possibile: misurando la loro ricchezza in termini assoluti, invece che relativi a chi davvero e' nella fascia alta del benessere. Sembrano cose assolutamente esatte eppure su &lt;a class="reference external" href="http://www.ilmanifesto.it"&gt;il manifesto&lt;/a&gt;, riguardo le elezioni a Pomigliano, oggi leggo questo:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
Buio a Mezzogiorno, buio a Pomigliano d'Arco o forse luce, almeno per quel 55% di elettori che hanno premiato Raffaele Russo, detto Lello, e con lui eletto il centrodestra a guidare il comune, facendo crollare un altro mito della sinistra, la Stalingrado del Sud. Dopo 15 anni di amministrazione rossa ecco come finisce: Onofrio Piccolo, il delfino di Michele Caiazzo (sindaco per 10 anni, seguito da Antonio Della Ratta per gli ultimi cinque), precipita e questa e' un'altra Mantova. O per certi aspetti e' ancor peggio perche' la citta' della Fiat, la stessa protagonista delle lotte operaie degli anni '70 e '80, si &amp;quot;imberlusconisce&amp;quot;.&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;A questo punto c'e' qualcosa che non capisco. Per quale motivo, i lavoratori di Pomigliano dovrebbero riporre la loro fiducia in una destra che si presenta nelle stesse forme e con le stesse intenzioni del sistema stesso che li sta ammazzando? Sarei tentato di rispondermi un forte desiderio di cambiamento, dettato probabilmente dalla percezione di un intreccio piu' o meno nascosto tra politica ed interessi economici. Come dire, siccome tutti rubano e tutti (o quasi) in politica hanno i loro interessi economici personali da realizzare, se con la dirigenza (o governanza) attuale non va bene, allora la cambio. Di questo nel report pero' non mi sembra si parli e si tratta invece di un buon metodo per salvare la plutonomia, ammesso che si possa garantire
il benessere ad entrambe le due parti politiche coinvolte. Un metodo che puo' togliere alla gente il potere di voto, pericoloso per una vera plutonomia, senza impedirgli di votare. Oppure sono io che sono pazzo?&lt;/p&gt;
</content><category term="politics"></category><category term="citigroup"></category><category term="fiat"></category><category term="plutonomy"></category><category term="il manifesto"></category></entry><entry><title>TPB @ Biennale di Venezia</title><link href="http://gfidente.com/2009/05/tpb-biennale-di-venezia.html" rel="alternate"></link><published>2009-05-16T00:00:00+02:00</published><updated>2009-05-16T00:00:00+02:00</updated><author><name>Giulio Fidente</name></author><id>tag:gfidente.com,2009-05-16:/2009/05/tpb-biennale-di-venezia.html</id><summary type="html">&lt;p&gt;The guys at &lt;a class="reference external" href="http://thepiratebay.org"&gt;TPB&lt;/a&gt; and &lt;a class="reference external" href="http://www.kopimi.com/kopimi/"&gt;Kopimi&lt;/a&gt; have got a great idea. You'll find them at the &lt;a class="reference external" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biennale_di_Venezia"&gt;Biennale di Venezia&lt;/a&gt; in the new &lt;a class="reference external" href="http://www.padiglioneinternet.com/"&gt;Padiglione Internet&lt;/a&gt;. At the moment they just seem to &lt;a class="reference external" href="http://embassyofpiracy.org/2009/05/italy-we-need-hosting/"&gt;need hosting&lt;/a&gt;, but there is much more, so please give a look at the &lt;a class="reference external" href="http://embassyofpiracy.org/"&gt;embassyofpiracy&lt;/a&gt; website and hurry up to &lt;a class="reference external" href="http://embassyofpiracy.org/2009/04/diy-cut-and-past/"&gt;build your own&lt;/a&gt; ... you can get the &amp;quot;template&amp;quot; to print it &lt;a class="reference external" href="http://embassyofpiracy.org/print/"&gt;here&lt;/a&gt;. There are already a lot of photos in &lt;a class="reference external" href="http://embassyofpiracy.org/gallery/"&gt;the gallery&lt;/a&gt;!! Oh and …&lt;/p&gt;</summary><content type="html">&lt;p&gt;The guys at &lt;a class="reference external" href="http://thepiratebay.org"&gt;TPB&lt;/a&gt; and &lt;a class="reference external" href="http://www.kopimi.com/kopimi/"&gt;Kopimi&lt;/a&gt; have got a great idea. You'll find them at the &lt;a class="reference external" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biennale_di_Venezia"&gt;Biennale di Venezia&lt;/a&gt; in the new &lt;a class="reference external" href="http://www.padiglioneinternet.com/"&gt;Padiglione Internet&lt;/a&gt;. At the moment they just seem to &lt;a class="reference external" href="http://embassyofpiracy.org/2009/05/italy-we-need-hosting/"&gt;need hosting&lt;/a&gt;, but there is much more, so please give a look at the &lt;a class="reference external" href="http://embassyofpiracy.org/"&gt;embassyofpiracy&lt;/a&gt; website and hurry up to &lt;a class="reference external" href="http://embassyofpiracy.org/2009/04/diy-cut-and-past/"&gt;build your own&lt;/a&gt; ... you can get the &amp;quot;template&amp;quot; to print it &lt;a class="reference external" href="http://embassyofpiracy.org/print/"&gt;here&lt;/a&gt;. There are already a lot of photos in &lt;a class="reference external" href="http://embassyofpiracy.org/gallery/"&gt;the gallery&lt;/a&gt;!! Oh and keep in mind that even if it sounds funny, this has already put them into some &lt;a class="reference external" href="http://embassyofpiracy.org/2009/05/breaking-news-rome-vs-internet/"&gt;troubles&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
</content><category term="politics"></category><category term="kopimi"></category><category term="embassy of piracy"></category><category term="the pirate bay"></category><category term="biennale di venezia"></category></entry></feed>